2016 marzo 29 Articolo su Libero / “Ripresa, immigrati, Isis: tre mosse per salvare l’Europa”

Articolo su Libero / “Ripresa, immigrati, Isis: tre mosse per salvare l’Europa”

attacchi-bruxellesNon c’è un’alternativa positiva all’Europa: l’uscita dall’Ue o dall’euro aggiungerebbe catastrofe a catastrofe a partire da una svalutazione, nel caso di un ritorno alla lira, tra il 30 e il 40%. Il punto però è che per evitare il collasso dell’Europa essa deve affrontare tre problemi di fondo, due dei quali fra loro connessi: la politica economica, l’immigrazione, la lotta al terrorismo. È indispensabile che l’Europa cambi passo sul terreno della politica economica superando la scelta rigorista, il che non vuol dire la fine delle politiche volte al taglio della spesa pubblica, ma la riduzione della pressione fiscale e il rilancio di investimenti pubblici e privati specie nelle infrastrutture. Per altro verso solo una politica economica della crescita può affrontare anche i maggiori costi derivanti dall’immigrazione dove però bisogna fare un salto di qualità, anche al fine della lotta al terrorismo, sul terreno del controllo dei confini esterni dell’Europa. Per la lotta al terrorismo esistono due aspetti, uno difensivo, l’altro attivo e dinamico.

Già la vicenda belga è emblematica: Bruxelles non è solo la capitale del Belgio è la capitale dell’Europa. Ebbene questa capitale è stata lasciata nelle condizioni deplorevoli che abbiamo visto e la responsabilità non è solo del governo belga, ma anche delle autorità comunitarie che non si sono occupata di tutelare se stesse e la loro capitale. Infatti sono stati i terroristi a scegliere come bersaglio l’aeroporto e la metropolitana e non le sedi della Commissione e del Parlamento Ue. Di conseguenza occorre fare un salto di qualità sul terreno delle politiche preventive e repressive, dall’istituzione di una procura generale antiterrorismo europeo, una sorta di Fbi, a uno scambio organico di informazioni fra i servizi (francamente non crediamo si possa istituire un servizio segreto comune). Ma l’Europa non può limitarsi a questo, deve porsi il problema di una risposta politica diplomatica ma anche militare contro l’Isis.

La tregua attuale riguarda una possibile intesa fra il potere alawita, i gruppi rivoltosi siriani che fanno capo agli Usa e all’Arabia Saudita, ma non ha risolto il problema costituito dall’Isis. Ma è proprio da Raqqa che vengono gli ordini per gli attacchi all’Europa e al resto del mondo ed è assai problematico fare una vera lotta al terrorismo senza porsi il problema di schiacciare la «testa del serpente» che sta in Siria. Ma finora su questa questione tutti tacciono pudicamente.

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