2017 gennaio 27 Articolo su Libero / “Le elezioni subito sarebbero un dono per i cinquestelle”

Articolo su Libero / “Le elezioni subito sarebbero un dono per i cinquestelle”

Cicchitto 3Invece di dar vita all’ennesimo tormentone su elezioni a giugno o no, bisognerebbe pregiudizialmente definire i termini della nuova legge elettorale e adottare una strategia d’attacco su una serie di questioni vitali per la società italiana, dal terremoto, alle banche, alle imprese, alle aree più acute di povertà, all’immigrazione.

La data delle elezioni dovrebbe derivare dalla risoluzione o quantomeno dal decollo di politiche volte ad affrontare questi nodi. In caso diverso, se prevalesse su tutto la linea delle elezioni non anticipate ma immediate, rischiamo di avere da un lato due leggi elettorali diverse fra Camera e Senato con il conseguente rischio dell’ingovernabilità e dall’altro lato un sostanziale blocco dell’attività di governo da febbraio in poi: un bel regalo fatto ai grillini. Infatti per un anno e mezzo la vita politica italiana è stata dominata da uno scontro frontale sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale.

Adesso tutto dovrebbe di nuovo fermarsi per lo scontro finale sulle elezioni.

Questi interrogativi sono confermati dal merito dei problemi. Infatti per ciò che riguarda la legge elettorale è evidente la totale difformità tra il sistema elettorale della Camera dei Deputati e quello del Senato. Il premio di maggioranza è previsto per la Camera e non per il Senato. Alla Camera è previsto un premio alla lista, al Senato c’è una spinta alle coalizioni per l’esistenza di soglie di sbarramento più basse per chi si apparenta e più alte per chi va da solo. Da ciò deriva la necessità di un lavoro parlamentare per superare questa contraddittorietà.

Su un piano del tutto diverso, poi, esistono problemi di non poco conto. C’è un contenzioso con l’Europa del tutto aperto. Quattro regioni (Abruzzo, Marche, Umbria, Molise) più un pezzo del Lazio sono in condizioni di grande difficoltà, anzi in piena emergenza. Inoltre, da un lato le imprese, dall’altro i giovani e le aree di povertà richiedono una serie di risposte immediate anche perché il voto sul referendum ha messo in evidenza l’esistenza di una vasta area di sofferenza economica e sociale.

Rispetto a tutto ciò il governo Gentiloni ha manifestato alcune lodevoli intenzioni e anche un approccio operativo positivo, ma è evidente che se passiamo il tempo a praticare uno scontro politico frontale rischiamo di vanificare tutto quello che è in cantiere. Sottoporre la società italiana ad uno stress permanente rischia di produrre prima una sorta di accanimento terapeutico e poi una reazione di rigetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *