2017 luglio 17 Articolo sull’Huffington Post / “Caro Rosato, lo ius soli è una buona legge ma la fretta ha creato un corto circuito nell’opinione pubblica”

Articolo sull’Huffington Post / “Caro Rosato, lo ius soli è una buona legge ma la fretta ha creato un corto circuito nell’opinione pubblica”

Una premessa: il capogruppo del Pd alla Camera Rosato addebita ad Alternativa Popolare di aver cambiato posizione sullo Ius soli “per rendere più facile la caccia a quel 3% di voti che con la legge vigente li farebbe entrare in parlamento”. Le cose non sono andate esattamente così, ma comunque dove sarebbe il delitto? A parte il sottoscritto, che è favorevole, tutti i parlamentare di Ap sono contrari all’eutanasia sul piano personale non si capisce perché dovrebbero esserlo sul piano politico.

A parte gli scherzi, qui veniamo a un punto in un certo senso pregiudiziale. Finora non si era mai visto nella storia della repubblica che il leader del partito di maggioranza relativa, che per di più è l’azionista di maggioranza di un governo di coalizione, dichiari guerra al partito alleato decisivo per la tenuta di quel governo quale è Ap e che addirittura, d’intesa con i partiti d’opposizione (Forza Italia, Lega, Movimento 5 Stelle), proponga una legge elettorale che ha uno sbarramento, il 5%, il cui obiettivo dichiarato è l’assassinio politico di entrambi i partiti che sostengono il governo a guida Pd, cioè Alternativa Popolare e Mdp.

Di conseguenza l’on. Rosato deve ammettere che se c’è qualcuno che è venuto meno a qualunque spirito di coalizione e di solidarietà questo è stato il Pd. Ciò detto ritorniamo pure allo Ius Soli. Rimaniamo convinti che quella approvata alla Camera sia una buona legge  e che con qualche aggiustamento andrà votata a tempo debito anche al Senato.

Il problema è che adesso la fretta era nemica del bene e che l’accentuazione parossistica della questione migranti stava provocando nell’opinione pubblica un corto circuito con conseguenze nefaste. Sappiamo bene infatti che le due cose sono distinte, ma per una parte dell’opinione pubblica, non solo leghista, le due cose apparivano intrecciate.

Allora il problema oggi non è la legge sullo Ius soli ma sono i migranti. Rompiamo questo collegamento mediatico affrontando il nodo migranti con un approccio diverso dal passato. Premesso che i migranti non sono i protagonisti di una aggressiva invasione dell’Italia (come dice Salvini) ma di una disperata fuga dalle guerre, dal terrorismo e anche dalla fame,  allora delle due l’una: o si ristabilisce una ripartizione per quote a livello europeo degna di questo nome o si riaprono altri porti in Europa oppure non può esistere che come è avvenuto l’altro ieri una nave militare inglese scarichi migranti in Italia senza alcuna reciprocità.

Qualora le cose rimanessero così le strade sono due, o la rimessa in questione del trattato di Dublino e di Triton  o l’emissione di certificati temporanei di permanenza validi per tutta l’Europa, con tutti i conseguenti contenziosi. Detto tutto ciò l’altra faccia della medaglia è quella politica. Il Pd ha davanti a sé una enorme problematica nella quale in questa occasione non vogliamo entrare.

Per quello che riguarda Alternativa Popolare ho un diverso parere dall’amico Enrico Costa. Il destino di Ap, in coerenza con quello che ha fatto finora, è quello di costituire un’area di centro distinta sia dal Pd di Renzi sia dal centro-destra di Berlusconi e di Salvini, anche perché fra di lui e noi c’è una reciproca repellenza.

Sull’Europa poi non si capisce neanche come possano andar d’accordo lo stesso Berlusconi e Salvini, non parliamo di Stefano Parisi. A mio avviso esiste un’area della società italiana (piccoli imprenditori, intellettuali, lavoratori autonomi) che non si riconosce né in un eventuale centro-destra di Berlusconi-Salvini-Meloni né nell’integralismo autoreferenziale di Renzi che punta al 40%, ma a furia di tagliare il salame rischia di ritrovarsi al 20. È inutile aggiungere che quest’area della società italiana rifiuta a maggior ragione il populismo di estrema destra-estrema sinistra del Movimento 5 Stelle.

 

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