2017 settembre 28 Articolo sull’Huffington Post / “La nuova legge elettorale e il rischio di eterogenesi dei fini”

Articolo sull’Huffington Post / “La nuova legge elettorale e il rischio di eterogenesi dei fini”

Per molti aspetti la situazione riguardante la legge elettorale presenta risvolti paradossali. La legge in discussione è stata proposta dal PD. Essa contiene una parte proporzionale nella quale ogni partito presenta la sua lista e una parte, invece, fondata su coalizioni per il voto nei collegi. Orbene allo stato attuale delle cose a non essere dotati di coalizioni sono sia il Movimento 5 Stelle, che non le vuole, sia il PD che non ne ha realizzata una anche perché i rapporti a sinistra, certamente con il MdP – non si sa bene con Pisapia e il Campo Progressista –  sono di rottura aperta. L’unico schieramento che almeno nella carta è dotato di una coalizione è quello di centro-destra. Di conseguenza, allo stato, l’area che è avvantaggiata dalla legge elettorale proposta dal PD non è il PD ma il centro-destra. Masochismo allo stato puro da parte del PD? Ancora non si sa, perché mentre sulla carta le cose stanno come le abbiamo descritte, c’è una complicazione politica non da poco che riguarda il centro-destra.

Infatti Berlusconi ha fondato la sua rentrée politica sulla piena ricollocazione nel PPE. Ricordate quello che accadde nel 2011 quando oltre a Sarkozy anche la Merkel fece un sorrisetto ironico alla domanda sull’affidabilità politica di Berlusconi e, per altro verso, quando correva la voce su un’intercettazione telefonica nella quale egli definiva la presidente tedesca “una culona inchiavabile?”. Adesso invece Berlusconi, una volta risultata falsa l’imbarazzante intercettazione, si sta schierando perinde ac cadaver con il PPE, e manifesta l’intenzione di volerlo rappresentare in Italia. Solo che c’è un piccolo particolare: mentre in Europa il PPE, specie la CDU-CSU, è in contrapposizione netta con tutti i partiti sovranisti, populisti, razzisti, antieuropeisti, qui in Italia i due partiti con i quali Forza Italia è alleata, cioè la Lega di Salvini (ben diversa dalla Lega Nord di Bossi) e FdI, sono collocati esattamente  sulle posizioni sovraniste ed euroscettiche, e Salvini ha espresso il suo apprezzamento politico per la Le Pen e anche per AfD. Per di più Salvini e la Meloni non fanno misteri sul fatto che non riconoscono la leadership di Berlusconi per cui il nodo andrebbe sciolto o con le primarie, o vedendo chi ha più voti come partito (e a questo proposito la Lega e FdI pensano anche di andare alle elezioni insieme). Ora in un’intervista “sostanziale” affidata alla penna sapiente di Francesco Verderami, Gianni Letta – differenziandosi dalle valutazioni positive sul Rosatellum fatte da Brunetta, Romani e Ghedini – ha espresso la sua perplessità su una legge elettorale che rischia di assegnare a Forza Italia un numero limitati di parlamentari: al Nord dove farebbe man bassa la Lega e i pochi eletti di Forza Italia sarebbero nelle mani di Salvini (caso Toti docet), mentre al centro il PD avrebbe una netta prevalenza e al Sud i candidati di Forza Italia non avrebbero alleati consistenti nei collegi perché la Lega è sull’1% e FdI difende il suo 4%. In più nella legge non c’è il premio di maggioranza per cui tutto è affidato ad accordi successivi, dopo le elezioni. Probabilmente il governo si potrà formare solo attraverso coalizioni “peccaminose” (ad esempio fra PD e Forza Italia) che, però, allo stato nessuno può sapere se avranno i  numeri e se ci saranno le condizioni politiche per essere realizzate.

Conclusioni: per un verso il Rosatellum è l’unica legge che oggi può essere approvata (ma potrebbe passare anche una legge del tutto proporzionale). Per altro verso sia il centro-sinistra sia il centrodestra sono in condizioni politiche del tutto problematiche: il PD non ha una coalizione con una legge che la richiede per circa il 35% degli eletti, mentre il centro-destra ha questa coalizione sulla carta, ma non ancora sul piano politico reale.

Allo stato se la legge passasse produrrebbe sulla scena politica una situazione assai simile a quella  descritta nel film “Il cacciatore”, quando il protagonista si cimenta nella cosiddetta “roulette russa”, scena di una altissima drammaticità accentuata dalla totale imprevedibilità. Sarebbe paradossale infatti he il PD proponendo il Rosatellum produca una clamorosa eterogenesi dei fini: per questo forse Renzi e il gruppo dirigente del PD, in coerenza con la legge che hanno presentato, dovrebbero misurarsi con il problema politico di costruire alleanze in due diverse direzioni, verso il centro e verso una sinistra ragionevole.

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